
Descrizione
L’appartamento si trova nel quartiere Rosta Nuova di Reggio Emilia, parte di quel grande disegno collettivo che fu il Piano INA-Casa: un progetto di civiltà oltre che di architettura, firmato nel 1956 da Franco Albini, Franca Helg ed Enea Manfredini. Abitare qui significa abitare dentro una storia precisa, e il progetto di ristrutturazione non poteva ignorarla.
La graniglia come memoria
Il primo gesto è stato un atto di riconoscimento: la graniglia esistente non viene rimossa, viene tenuta e fatta dialogare con il nuovo. Dove le tramezzature sono state abbattute per liberare la zona giorno, i diversi fondi di pavimento vengono connessi da inserti in marmo che tracciano soglie sottili. Ne nascono dei “tappeti” composti dalle stesse graniglie in colorazioni differenti — disegni che emergono dalla pianta come se fossero sempre stati lì.
La soglia: compressione e dilatazione
L’ingresso è stato ribassato con un controsoffitto che cela gli impianti tecnologici — il sistema canalizzato di raffrescamento e l’impianto elettrico. Ma il ribassamento non è solo tecnico: è prima di tutto percettivo. Lo spazio compresso dell’ingresso lascia il posto, superata la soglia, alla dilatazione della zona giorno.
Il modernariato: oggetti con una storia
La casa accoglie anche una delle passioni del cliente: quella di girare per mercatini dell’usato alla ricerca di pezzi di modernariato. Non è una nota a margine, ma una componente integrante del progetto. Gli arredi e gli oggetti raccolti nel tempo portano con sé storie e provenienze diverse, e trovano in questo appartamento il contesto giusto: una casa che è essa stessa fatta di stratificazioni, di materiali che parlano di epoche precise, di un passato trattato con cura e non con nostalgia.
Dati
LUOGO
Reggio Emilia, (RE), Italy
DATA
2025
STATUS
Finito
DIMENSIONE
90 mq
COMMITTENZA
Privata
IMPORTO LAVORI
120.000 – 140.000 €
DESIGN
COBE Architetti
CREDITS
A di Aguzzoli Arredamenti
Impatto Zero
Fotografie di Andrea Costi, COBE Architetti
Approfondimento
Il bagno esistente è stato rifatto in resina, materiale scelto per segnare con chiarezza il cambio di funzione rispetto alla graniglia del resto dell’appartamento. La doccia occupa per intero la larghezza del locale, spinta verso la finestra: la luce naturale entra dall’alto, diffusa. All’altra estremità del corridoio, un nuovo bagno-lavanderia è stato ricavato ex novo, anch’esso in resina, avvolgente e raccolto.
La calce e la luce naturale
Tutti i muri e i soffitti sono stati trattati a calce. La calce assorbe e restituisce la luce in modo irregolare, morbido, mai piatto e i giochi d’ombra che si formano lungo il giorno trasformano l’appartamento in uno spazio sempre leggermente diverso da se stesso. Una palette ridotta al minimo, misurata e in equilibrio con il contesto
Le finestre come quadri
L’appartamento è tutelato in quanto parte del patrimonio INA-Casa e il progetto ha ottenuto il permesso di sostituire i vecchi serramenti con nuovi infissi ad anta unica: vetrate pulite, senza interruzioni. Il risultato sono quadri affacciati sul parco, inquadrature fisse su un soggetto che cambia con le stagioni.


















